venerdì 04 settembre 2020
ore 21 – concerto musicale nel Parco Verziere delle Monache, ...

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venerdì 02 ottobre 2020
Inaugurazione mostra di Tonino Gottarelli a Graz (Austria) ...

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Attività
“in un solo sguardo”

Incontri in Fondazione…

Mostra di Tonino Gottarelli

La Fondazione Gottarelli intende informare che dal 2 ottobre al 7 novembre 2020 a Graz (Austria) sono esposte alcuni quadri e disegni di Tonino Gottarelli.
All'inaugurazione che si terrà venerdì 2 ottobre 2020, saranno presenti il sindaco di Graz ed il Console italiano presso la città austriaca.
L’esposizione si svolge nell'ambito della serie di mostre Visiting Schlossberg Mountain 2020, presso Grazer Glockenturm ‘Liesl’, Schlossberg 6 ed è aperta giovedì e venerdì dalle 14 alle 18, Sabato dalle 11 alle 14.
Per ulteriori informazioni in merito all'evento chiamare: 0542.24487 oppure 339.4767555

Alla scoperta dei mammiferi

  Conversazione per immagini a cura del Dr. Ivano Avoni

L’incontro di mercoledì 7 ottobre ore 21, nella sala della Fondazione Gottarelli, Via Caterina Sforza 13 ad Imola, ha per titolo “Alla scoperta dei mammiferi”. Durante la serata, il Dr. Ivano Avoni ci illustrerà e ci accompagnerà nell'affascinante mondo dei mammiferi, mediante le proprie esperienze professionali spesso iniziate con la clinica ma poi confluite nella vera passione per il mondo animale. Il nostro relatore è medico veterinario imolese fortemente appassionato della natura e degli animali che ha iniziato, da una istintiva curiosità, ad interessarsi fin da piccolo a questo mondo e da una grande passione per aiutare tutte le specie. Nel tempo questa passione viene trasferita a prestare le sue cure e le sue conoscenze in diverse operazioni di salvataggio della fauna selvatica. La sua oltre che una professione è diventata una missione rivolta alla divulgazione della buona relazione tra uomo e natura tramite eventi aperti a tutta la cittadinanza ed alle scuole. La finalità della serata è quella di far conoscere gli aspetti peculiari della vita dei mammiferi e delle loro problematiche di conservazione.
Il Dr. Avoni, con l’aiuto delle immagini, ci spiegherà e ci permetterà di conoscere tutti i segreti dei mammiferi, le loro storie e la loro strategie evolutive, le loro caratteristiche morfologiche e comportamentali; insieme scopriremo cosa mangiano, dove vivono, come si comportano, come hanno superato le avversità ambientali e soprattutto le loro tracce!!! Grazie al coinvolgimento del nostro relatore sarà possibile conoscere le tecniche di ricerca utilizzate nello studio degli animali in natura, ma anche apprendere aggiornamenti e novità sullo stato di conservazione delle specie maggiormente minacciate e di altre di recente acquisizione o da poco ritornate nel nostro territorio.
La serata sarà stimolante e interessante anche per la presenza di alcuni reperti portati dal relatore.
A CAUSA DEL PERDURARE DELLE RESTRIZIONI DOVUTE ALL'EMERGENZA COVID-19, PER PARTECIPARE AL CONCERTO OCCORRE PRENOTARE PER TELEFONO O VIA EMAIL INDICANDO IL NOMINATIVO E NUMERO DI TELEFONO E L’UTILIZZO OBBLIGATORIO DELLA MASCHERINA..
Per informazioni o prenotazione:
Tel. 0542.24487 - 339.4767555;
email: info@fondazionetoninogottarelli.com

Raffaello nelle Stanze Vaticane

  Conversazione per immagini con il Prof. Pietro Lenzini

Mercoledì 18 novembre 2020 alle ore 21, nella sala della Fondazione Gottarelli, Via C. Sforza 13 ad Imola si terrà una conferenza dedicata a Raffaello Sanzio a cura del Prof. Pietro Lenzini dal titolo “Raffaello nelle Stanze Vaticane”, per celebrare i 500 anni dalla morte del grande artista urbinate, genio del Rinascimento italiano.
Gli affreschi delle stanze Vaticane, di cui si parlerà nella conversazione con Pietro Lenzini, furono realizzati dal Sanzio negli anni 1509-1514, e costituiscono uno dei vertici dell’arte rinascimentale e consacrano Raffaello quale massimo interprete di un umanesimo che fu un grande movimento di rinnovamento culturale. Il complesso programma figurativo, indicato da dotti teologi della curia romana è espresso magistralmente dall’urbinate anche con l’apporto della lezione di Bramante e di Michelangelo. Dimensione storica e presenza contemporanea sono intrecciate in una unità di spazio prospettico vibrante e dagli accenti teatrali.
Raffaello Sanzio nasce ad Urbino il 6 aprile 1483. Suo padre, Giovanni Santi, è un modesto pittore alla corte dei Montefeltro, da lui apprese i fondamenti della pittura e in seguito li approfondì nella bottega del Perugino. Nel 1491 muore la madre Màgia ed il padre, poco tempo dopo, si risposa. Il 1° agosto 1494 muore anche il padre. Rimasto orfano a soli undici anni, Raffaello viene affidato allo zio sacerdote, Bartolomeo, ma in maniera più profonda Raffaello fu adottato dall’arte. Nel periodo umbro-senese la sua fama crebbe, grazie a opere come la "Crocifissione Gavari" (esposta alla National Gallery di Londra) e al celebre Sposalizio della Vegine, oggi conservato alla Pinacoteca di Brera, a Milano. Il soggiorno a Firenze e l'incontro con Leonardo e Michelangelo fecero sbocciare il suo stile, teso alla rappresentazione del bello ideale, oltre i limiti della Natura. Peculiarità che emergono dalla serie di Madonne, in particolare La Madonna del Cardellino, e dai numerosi ritratti. Nel 1508 Raffaello fu chiamato a Roma da papa Giulio II, che gli commissionò la decorazione ad affresco di quattro stanze in Vaticano. Nel periodo romano pur lavorando anche per altri mecenati, rimane prevalentemente al servizio del papa Giulio II e del suo successore Leone X, diventando l'artista più ricercato di Roma. Questo periodo ne segnò la maturità, realizzando capolavori immortali come gli affreschi della Stanza della Segnatura, come la Scuola di Atene, e delle Stanze Vaticane. Chiamato, dopo la morte di Bramante, a dirigere i lavori della basilica di San Pietro, progettò tra gli altri la Cappella Chigi in Santa Maria del Popolo, Palazzo Jacopo da Brescia e Palazzo Alberini. La Trasfigurazione rappresentò la sintesi poetica e artistica dell'urbinate, che morì senza completarla il 6 aprile 1520 lo stesso giorno in cui era nato. È stato sepolto, come aveva chiesto, nel Pantheon di Roma e Pietro Bembo gli dedicò il seguente epitaffio: «Ille hic est Raphael timuit quo sospite vinci, rerum magna parens et moriente mori» (qui giace Raffaello da lui, quando visse, la natura temette d'essere vinta, ora che egli è morto, teme di morire).