mercoledì 28 novembre 2018
ore 21 – sala Fondazione Gottarelli (Via C.Sforza 13, Imola) ...

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sabato 15 dicembre 2018
ore 21 - concerto di fine anno con il gruppo ...

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Attività
“in un solo sguardo”

Incontri in Fondazione…

Prospettive per un nuovo umanesimo

  Conversazione con il filosofo Alberto Baggio

L’appuntamento di mercoledì 28 novembre alle ore 21 nella sala della Fondazione Gottarelli, Via Caterina Sforza, 13 ad Imola è con il Prof. Alberto Baggio.
Durante la serata non si toccheranno temi di letteratura o di poesia; si farà invece alcune considerazioni su una corrente di pensiero che invoca l’attività trasformatrice dell’essere umano e le cui proposte cominciano ad essere considerate con maggiore attenzione grazie ai profondi mutamenti che stanno avvenendo nella società. La questione dell’unità europea nella fase storica che viviamo incontra molte difficoltà. Ciò è ben comprensibile se si tengono presenti alcuni elementi: lingue diverse, storie nazionali diverse, diverse religioni, tradizioni, dinamiche sociali. Eppure l’unità è un dovere irrinunciabile.
Per pensare la nuova idealità europea si debbono riprendere i temi essenziali dell’Umanesimo, così da superare le visioni ristrette dell’antropologia di segno positivistico. Le scienze sono una realtà di importanza grandiosa e le tecniche che ne conseguono sono altrettanto formidabili. Ma è certo che ad una umanità che dispone di maggior sapere e di più potenti strumenti tecnici bisogna offrire anche una più viva coscienza della verità dell’uomo.
La memoria va all'«alba incompiuta» del Rinascimento - Nicolò Cusano, Pico della Mirandola, Marsilio Ficino -, quando in luogo di una esaltazione improvvida dell’uomo, si indicava la ricchezza possibile del suo esserci quale «minor mundus». Ma il «minor mundus» è tale non soltanto in rapporto alle possibili conoscenze di natura scientifica; egli rispecchia in sé anche una apertura ad Altro. Voler ignorare questo aspetto significa produrre un’antropologia decurtata irragionevolmente, significa voler leggere la storia deprivata del suo asse sacro. Ma alla memoria deve seguire il progetto. Accanto allo studio storico deve esserci anche una nuova responsabilità di natura teoretica. La filosofia deve fare i conti con i tentativi passati e presenti di annientare l’uomo o di renderlo immortale. Da un lato il nichilismo più radicale - che dopo aver proclamato la morte di Dio ha dichiarato la morte dell'uomo, dall’altro il faustismo - che in modi sempre diversi pretende di realizzare il valore infinito nell’orizzonte dellessenza umana o della storia. Quali prospettive si annunciano oggi come alternative a queste due opposte visioni del mondo? Qual è l’essenza dell’uomo? È ancora possibile giungere ad una sua definizione, così da avere un fondamento per la ricostruzione di un’unità anche politica e sociale in Europa? Quindi, oggi è possibile un nuovo umanesimo in quanto diventa attuale ogni volta che si riapre il problema della condizione umana e per l’uomo d’oggi è urgente ri-vedere, ripensare, ri-nascere.
La serata sarà speciale, unica e fonte di riflessione.
Alberto Baggio si è laureato in filosofia a Bologna e ha avuto come maestro il prof. Maurizio Malaguti. Il prof. Malaguti ha seguito anche le sue tesi di licenza e di dottorato alla Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha inoltre conseguito un dottorato di ricerca presso l’Università di Trento. E’ docente stabile presso lo Studio filosofico domenicano di Bologna e insegna filosofia e storia al liceo scientifico paritario Sant’Alberto Magno di Bologna. La sua ricerca muove dai temi della metafisica classica e si volge ad indagare i possibili rapporti tra filosofia e rivelazione. Si è concentrato in particolare sugli autori della tradizione cristiana: Agostino, Bonaventura, Cusano e Rosmini. Su Rosmini ha pubblicato alcuni articoli e due monografie: Fondati in Alto. Analogia e rivelazione in Rosmini, Aracne editore, 2016 e Incivilimento e storia filosofica nel pensiero di Antonio Rosmini, Studi e Ricerche dell’Università di Trento 2016.

"Secondo", tributo di Claudio Zappi al maestro Casadei

  Concerto di fine anno

Sabato 15 dicembre alle ore 21, nella sala della Fondazione Gottarelli si terrà il concerto di fine anno dal titolo “Secondo”, progetto ideato da Claudio Zappi come tributo alla musica di Secondo Casadei (1906/1971). Insieme con il clarinettista Claudio Zappi, si esibiscono Alessandro Petrillo (chitarra) e Milko Merloni (contrabbasso). Tale progetto è stato realizzato mischiando vari generi, il folk della Romagna insieme al jazz vecchio e nuovo, al rock, con echi di musica classica dati soprattutto dagli arrangiamenti per gli archi. Si è poi unito l'amico e chitarrista Alessandro Petrillo la cui predilezione per le commistioni di genere e la conoscenza del jazz rientrano perfettamente nel progetto. Alessandro ha anche collaborato agli arrangiamenti. La sezione ritmica è formata da Milko Merloni al contrabbasso e basso, un altro musicista eclettico che spazia dalla classica al jazz al rock.
La musica di Secondo Casadei è stata in questo modo, adattata ai linguaggi e canoni musicali venuti alla luce nel corso del Novecento. Questa ricerca, a grandi linee, è la sintesi del lavoro su Secondo Casadei, che si trova sul disco voluto dal clarinettista Claudio Zappi e che vede una compagine di musicisti romagnoli alle prese con quelli che potrebbero essere definiti, come degli inni per la regione e i suoi abitanti. Nella scaletta del disco incontriamo infatti titoli come La mazurka di periferia, Romagna mia, Lom a merz, Non c'è pace tra gli ulivi e tanti altri brani estremamente conosciuti e rappresentativi che fanno parte del territorio romagnolo e della sua cultura popolare e, di conseguenza, cristallizzati nella loro importantissima rappresentazione. Leggerezza, dinamismo e controllo si mescolano in una soluzione intrigante e sempre costruttiva: la formazione riesce così a dare un senso a tutti i passaggi, anche a quei pochi che risultano più ruvidi e spigolosi.
„Secondo ha vinto il Premio Imola in musica che valorizza «la contaminazione tra le tradizioni popolari emiliano-romagnole e forme contemporanee di musica.»”
La serata è ad ingresso libero con inizio alle 21.